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Ogni volta che ho lasciato qualcosa… ho perso anche l’idea originaria di ciò che stavo lasciando.
Come se le nuove esperienze mi dessero nuovi occhi non solo per guardare il presente, ma per riosservare perfino il passato.
Ti lasciai immaginando di poter tornare più assetata d’amore mia cara Italia, però al ritorno qualcosa era cambiato.
Il vero paese dei sogni, l’America, non era poi destinato ad avere il successo che ebbe nella mia testa se in te avessi trovato forse lo sfogo delle mie speranze…
Oltre l’oceano un paese senza ferme radici, un paese di contraddizioni devastanti, ed un sistema sociale del quale sempre ho avuto paura. Nessun secolo di storia per le strade, nessun gusto del sublime, nessun odore o colore mediterraneo… eppure, là potevo sognare.
Fui stordita di fronte a piccoli gesti: il sorriso degli estranei. Un cellulare offerto spontaneamente di fronte alla necessità, mille mani d’aiuto per leggere una mappa, ma soprattutto, quella frase da film che giovani e vecchi mi ripetevano stranamente: “Everything is possible dear, if you just want it!”, “Ogni cosa è possibile mia cara, se davvero lo vuoi!”

Quindi davvero possiamo ancora sognare??

Qualcosa in te mi aveva convinto di no.
Mi chiesi volte e più volte se tornare da te. Per paura di esser vittima di una infatuazione soltanto, ho ben pensato di cambiar “patria” più volte, per poi un giorno chissà, prendere la decisione.
Persino la Spagna, con le sue mille similitudini, mi ha offerto enormi speranze.
Ho imparato che la crisi economica é pressocchè la stessa, si tratta in fondo solo di soldi che mancano un po qua e un po là nelle varie parti del mondo, però la tua crisi viaggia aimè su svariati binari.
Cosa può esser la mancanza di soldi accompagnata dalla mancanza di forti politiche sociali, di regole etiche di fratellanza e libertà, e di valori culturali?
Può esser un caos.
O meglio, può esser un caos celato nell’immagine di un popolo allegro, benestante, chiuso nei suoi miti, che vive per apparire perfetto solo nella scatola televisiva.
Con i miei nuovi occhi posso ora guardarti su più ampie prospettive, e posso vedere che i tuoi problemi sono frutto del tempo. Sono frutto di una storia che ci rende tanto speciali, quanto ottusi.
Vorrei poterti ascoltare auspicando un cambiamento, vorrei poterti vedere sorridere su questa tua “imperfezione”, ma principalmente vorrei vederti evolvere. Se intendessimo insieme che guelfi e ghibellini é storia passata già sarebbe un inizio. Se capissimo che il potere intellettuale dei tuoi cittadini ha più valore del potere politico dei tuoi governanti sarebbe un altro passo importante. Dovremmo imparare a considerare la diversità non un limite ma un arricchimento. Impareremo di conseguenza ad amarci di più, sia tra quei guelfi e quei ghibellini che non muoiono, sia tra italiani e non-italiani delle diverse ere.
Imparare poi la profonda intimità del pensiero religioso o di qualchessia spiritualismo, e rivalutare la centralità politica del vaticano sul tuo territorio.
Al di là della mia sete di conoscenza del mondo vorrei un giorno poter tornare essendone fiera. Vorrei poter invitare tutti coloro che di noi s’innamorano per urlargli: “oltre ad un immagine sbiadita di rinascimento, Italia é anche questo…”
E anche se a volte perdo la speranza, mi consola la convinzione di un solo rimedio.

CREDI NEI GIOVANI! NON FARLI SCAPPARE.

Investi nella loro mente, nell’educazione, nelle loro immense capacità di organizzazione ed evoluzione. Mandali a viaggiare per il mondo, fagli conoscere ed amare la diversità e poi al loro ritorno ascolta ciò che hanno da dire.
Dopo l’ascolto sarai cambiata anche tu, avrai degli occhi più grandi e una grande voglia di sognare. Avrai più fiducia in loro e in tutto ciò che hanno imparato, e sarai pronta a cedergli la responsabilità della tua stessa evoluzione.
Lo farai essendone felice, e per una volta, di fronte ai quei promettenti ricatti “mafiosi” che stanno alla base della tua storia, sarai pronta a dire no, perché qualcun altro stavolta, ti ha fatto finalmente sognare.


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