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Diversi anni fa non sapevo tanto sulla fisica quantistica, nient’altro che un nome come un altro, ma in breve me ne sono appassionata e ho reinterpretato grazie ad essa la mia vita intera. Dopo essere andata alla ricerca di documentari, libri, interviste, notizie di studiosi esperti non sono certo diventata scienziato nè tantomeno ho le idee chiare su come realmente funzioni il sistema macchina-corpo ma le ho invece su come il mondo dell’informazione si rifiuti di dare spazio a questa rivoluzione di pensiero.Ho per di più la sensazione che per tutte le domande esistenziali esista una risposta strettamente connessa alla magnifica meccanica dei quanti. Gli eterni dubbi vitali, le rivoluzioni filosofiche, le curiosità scientifiche, le critiche al sistema e quelle alla politica disillusionata sembra si riuniscano in un puzzle sempre più completo.
Che cosa è inanzitutto la fisica quantistica? É quella scienza nata dall’unione di diverse teorie fisiche di carattere empirico formulate tra il XIX e il XX secolo e volte a spiegare le leggi del mondo microscopico che la fisica classica non era in grado di spiegare. Questa era infatti incapace di descrivere il comportamento della materia e della radiazione elettromagnetica a livello microscopico e riconduceva la realtà al concetto del “dualismo onda-particella”. Per esempio, la luce secondo la meccanica classica è descritta solo como un onda e l’elettrone solo come una particella. La meccanica quantistica descrive invece la radiazione e la materia sia come un fenomeno ondulatorio che allo stesso tempo come entità particellari. Differentemente dal metodo scientifico classico e dal suo determinismo assoluto, nella nuova scienza quantistica ci si limita a esprimere la probabilità di ottenere un dato risultato a partire da una certa misurazione come condizione intrinseca del mondo subatomico in generale. Quindi i sistemi vengono descritti come una sovrapposizione di stati diversi e il risultato di una misurazione non è completamente arbitrario, ma è incluso in un insieme di possibili valori.
Chiaramente non è semplice spiegare la fisica dei quanti attraverso poche righe ma la presentazione della realtà attraverso un metodo scientifico più probabilistico è utile per una semplice riflessione: una tale reinterpretazione del mondo reale può significare anche una reinterpretazione delle fondamenta su cui poggia il nostro intero sapere scientifico, filosofico, etico e religioso. E sebbene viviamo nell’era della comunicazione qualsiasi nuova teoria di pensiero sembra ancora essere accolta in maniera non molto diversa da come migliaia di secoli fa venivano accolte le teorie copernicane dell’eliocentrismo.
Perchè mi preme parlare della meccanica dei quanti? Per spiegare il paradosso in cui viviamo. Come è possibile che proprio nell’era della connettività, del progresso e della tecnologia si assista ad una epidemia di malattie fisiche e mentali a cui ancora non troviamo una cura? Avviene forse perchè non vogliamo realmente abbandonare i dogmi passati o forse perchè davvero non ne esiste una? Mi pare che la prima opzione sia la più probabile.All’interno degli innumerevoli sviluppi della fisica quantistica esiste per esempio una branca che nel mondo della medicina tradizionale potrebbe essere considerata un vero e proprio “eliocentrismo del XXI secolo”. L’EPIGENETICA. Tento di spiegarla nella maniera più semplice possibile così come la spiega il biologo americano Bruce Lipton: “L’epigenetica è quella scienza che mostra come i geni non si auto-controllino, ma sono controllati dall’ambiente”. Prima si credeva che il nucleo di una cellula, contenente il DNA, fosse il “cervello” della cellula stessa, del tutto necessario per il suo funzionamento. Come ha dimotrato Bruce Lipton stesso e diversi altri studiosi “le cellule possono vivere e funzionare molto bene anche dopo che i loro nuclei siano stati asportati. Il vero “cervello” della cellula è la sua membrana, che reagisce e risponde alle influenze esterne, adattandosi dinamicamente ad un ambiente in perpetuo cambiamento”. Considerando l’essere umano come l’insieme di milioni di cellule potremmo dire che attraverso le diverse influenze ambientali, siamo noi a suggerire ai nostri geni cosa fare, e di solito lo facciamo in maniera totalmente inconscia.
Una scoperta di questo genere dovrebbe rivoluzionare il nostro intero modo di vivere non solo nel miglioramento delle condizioni di vita stessa, ma anche, in senso per cosí dire “filosofico-spirituale”, significherebbe restituire all’essere umano un potere decisionale infinito. Detto in altri termini potremmo davvero trasformare la nostra esistenza in un capolavoro.
Se si pensa che la Società Americana per il Cancro (American Cancer Society) ha cercato per circa 50 anni i geni del cancro e ha recentemente pubblicato una statistica affermante che solo il 60 per cento dei tumori sono evitabili cambiando stile di vita e dieta, significa che il cammino della ricerca sta effettivamente cambiando direzione.
Io stessa intuisco come il povero Copernico si possa essere sentito a quell’epoca ogni volta che introduco questo discorso ad amici medici della vecchia generazione e sebbene più volte ho il lontano timore di poter esser bruciata viva come successe a Giordano Bruno a Campo Dei Fiori, continuo a credere che siamo in un’epoca fondamentale per il cambiamento.Per molti l’idea che siano i nostri pensieri a cambiare la realtà è un’idea semplicemente religiosa, ma la fisica quantistica trasporta questo concetto al livello cellulare e quindi tangibile.
Purtroppo la nostra biologia si basa sui concetti newtoniani e materialistici che annullano tutte le forze “invisibili” operanti nel reale. Ciò che la fisica quantistica stabilisce è che tali forze invisibili sono invece il vero motore della realtà. Se la scienza classica si oppone ad un tale pensiero sta di fatto ostacolando l’evoluzione.Non a caso si sta assistendo ultimamente ad un proliferare di nuove scienze dello spirito, psicologie della compassione, un rinato interesse per le tecniche di meditazione proprio per risanare la crescita continua di problemi legati alla solitudine e alla depressione.Se dicessimo che la pratica del pensiero positivo è qualcosa di sacro per la nostra specie nessuno ascolterebbe. Se dicessimo che essa riduce la pressione sanguigna, lo stress, l’ansia e migliora le condizioni generali di salute allora la gente inizierebbe a prestare attenzione. I problemi esistenziali risultano essere molto più connessi fra loro di quanto si pensa. Sta poi a noi decidere se sia più importante curare il cancro delle nostre cellule o quello del nostro pensiero o meglio ancora, iniziare a curare entrambi congiuntamente.

Per chiunque voglia approfondire l’argomento consiglio di leggere il libro di Bruce Lipton “Evoluzione Spontanea” e dedicare qualche minuto a questo seminario su youtube: http://www.youtube.com/watch?v=XFX2xSqYhN8


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